L’intelligenza artificiale sta passando dalle semplici risposte all’esecuzione di attività. Con OpenDots possiamo progettare assistenti specializzati per cercare informazioni, preparare documenti e organizzare il lavoro. Scopriamo come funziona, cosa permette di fare e quali sono i suoi limiti.

Immagina di avere tre collaboratori digitali: uno che ricerca informazioni, uno che scrive documenti e un altro che ti aiuta a organizzare gli impegni.

Non devi spiegare ogni volta chi sei, quale attività svolgi e quale risultato vuoi ottenere. Ogni collaboratore ha un ruolo, istruzioni specifiche e strumenti che può utilizzare.

È questa l’idea alla base di OpenDots, il progetto open source presentato da CopilotKit il 1° ottobre 2026.

L’obiettivo è trasformare gli assistenti IA in veri strumenti di lavoro, capaci di svolgere operazioni articolate e mantenere una continuità nelle attività.

Ma attenzione: OpenDots non è una funzione di Microsoft Copilot. È un progetto sviluppato da CopilotKit e, al momento, richiede competenze tecniche per l’installazione e la configurazione.

Che cos’è OpenDots e come funziona

OpenDots permette di costruire un ambiente digitale nel quale operano assistenti IA specializzati, chiamati Dots.

A ogni Dot possiamo assegnare:

  • Un nome e un ruolo specifico.

  • Istruzioni che definiscono come deve lavorare.

  • Strumenti e autorizzazioni.

  • Accesso a determinati documenti.

  • Attività da svolgere, anche in momenti successivi alla conversazione iniziale.

Il lavoro viene organizzato in spazi chiamati Spaces, nei quali possiamo conservare documenti, bozze, pagine e materiali prodotti.

Una delle caratteristiche più interessanti è che, con gli appositi servizi configurati, un Dot può disporre di un ambiente informatico con browser, file e terminale.

Questo significa che non si limita necessariamente a suggerire cosa fare: può utilizzare strumenti per eseguire alcune operazioni.

L’utente mantiene comunque un ruolo fondamentale. OpenDots prevede meccanismi di approvazione per determinate azioni, come il salvataggio di documenti o l’esecuzione di operazioni attraverso strumenti collegati.

Vediamo qualche esempio.

Esempio pratico 1: un docente prepara una lezione con un assistente IA

Supponiamo che un insegnante debba preparare una lezione di 60 minuti sulle truffe informatiche.

Normalmente dovrebbe:

  1. Cercare informazioni aggiornate.

  2. Individuare fonti attendibili.

  3. Organizzare gli argomenti.

  4. Preparare esempi comprensibili.

  5. Costruire un’esercitazione.

  6. Predisporre una verifica finale.

Con OpenDots possiamo organizzare queste attività attraverso un collaboratore specializzato.

Come procedere

Dopo aver configurato OpenDots, creiamo un Dot e lo chiamiamo Ricercatore didattico.

Nelle istruzioni del Dot possiamo scrivere:

Sei un assistente specializzato nella preparazione di materiali didattici. Cerca informazioni attendibili, indica sempre le fonti consultate, utilizza un linguaggio comprensibile e proponi esercizi pratici. Non inventare riferimenti o dati.

Una volta configurato l’accesso agli strumenti di ricerca, apriamo la chat del Dot e inseriamo questa richiesta:

Devo tenere una lezione di 60 minuti sulle truffe online per studenti alle prime armi.

Cerca cinque fonti pubbliche attendibili e aggiornate.

Prepara:

  • Una scaletta della lezione con i tempi.

  • Tre esempi realistici di truffe informatiche.

  • Cinque consigli per riconoscere i tentativi di frode.

  • Un’esercitazione pratica di 10 minuti.

  • Le soluzioni dell’esercitazione.

Indica i collegamenti alle fonti consultate. Mostrami la bozza prima di salvarla.

Che cosa otteniamo?

Il risultato atteso è una prima versione organizzata della lezione, con materiali ed esercizi da esaminare.

Il docente può chiedere modifiche, semplificazioni oppure nuovi esempi.

Quando il contenuto è soddisfacente, può autorizzarne il salvataggio nello Space dedicato alla didattica.

Il documento rimane disponibile per ulteriori revisioni.

Un assistente IA può aiutare a raccogliere fonti e organizzare materiali didattici. La verifica dell’attendibilità rimane responsabilità del docente.

Qual è il vantaggio concreto?

Il docente può dedicare meno tempo alla ricerca preliminare e concentrarsi maggiormente sulla qualità della spiegazione e sull’apprendimento degli studenti.

Naturalmente, tutte le fonti e le informazioni devono essere controllate prima di essere utilizzate in classe.

Esempio pratico 2: un collaboratore IA prepara gli articoli per un sito web

Pensiamo a chi gestisce un blog, un portale informativo o una piccola attività editoriale.

La pubblicazione di contenuti richiede ricerche, verifiche, scrittura, revisione e organizzazione.

Con OpenDots possiamo creare un collaboratore chiamato Redattore IA.

Come configurarlo

Nelle istruzioni del Dot scriviamo:

Sei un assistente editoriale specializzato in articoli informativi.

Utilizza un linguaggio chiaro, evita titoli sensazionalistici e distingui i fatti dalle opinioni.

Quando utilizzi informazioni esterne, indica le fonti effettivamente consultate.

Prepara sempre una bozza da sottoporre alla revisione umana prima del salvataggio.

Apriamo la chat del Redattore IA e inseriamo il seguente prompt:

Prepara un articolo di circa 900 parole sul tema “Come riconoscere una falsa e-mail di consegna pacchi”.

Il pubblico è composto da persone che non hanno particolari competenze informatiche.

L’articolo deve contenere:

  • Un’introduzione che spieghi il problema.

  • Tre esempi concreti, ma fittizi, di messaggi sospetti.

  • I segnali che permettono di riconoscere una possibile truffa.

  • Cinque consigli pratici.

  • Una breve conclusione.

Inserisci le fonti consultate e mostrami il testo prima di salvarlo.

Come si controlla il risultato?

L’assistente prepara la bozza.

A questo punto possiamo:

  • Leggere il testo.

  • Individuare eventuali imprecisioni.

  • Chiedere modifiche.

  • Correggere le parti poco chiare.

  • Decidere se approvare il salvataggio.

OpenDots prevede un meccanismo di revisione nel quale, quando viene richiesta l’autorizzazione, l’utente può confermare il salvataggio attraverso il comando Approve & save.

Il documento approvato viene conservato nello Space autorizzato.

Il controllo umano rimane centrale: l’assistente prepara il documento, ma è la persona a valutarlo e ad autorizzarne il salvataggio.

Questo modello può risultare particolarmente interessante per chi pubblica frequentemente contenuti.

Attenzione, però: salvare un documento all’interno di OpenDots non significa pubblicarlo automaticamente su WordPress. Per realizzare un collegamento con il proprio sito occorrono strumenti aggiuntivi, configurazioni e autorizzazioni specifiche.

Esempio pratico 3: un’assistente IA per organizzare appuntamenti e scadenze

Immaginiamo una libera professionista che gestisce contemporaneamente appuntamenti, attività formative, clienti e scadenze.

Uno dei problemi più frequenti è mantenere una visione completa degli impegni.

Con OpenDots possiamo progettare un collaboratore chiamato Assistente organizzativo.

Se abbiamo configurato correttamente un collegamento al calendario, possiamo assegnargli il compito di analizzare gli appuntamenti.

Nella chat del Dot scriviamo:

Consulta gli appuntamenti dei prossimi sette giorni presenti nel calendario che ti ho autorizzato a leggere.

Prepara una tabella contenente:

  • Giorno e data.

  • Orario.

  • Descrizione dell’impegno.

  • Eventuali sovrapposizioni.

  • Attività che richiedono una preparazione anticipata.

Segnala le giornate particolarmente impegnative.

Non modificare o cancellare appuntamenti e non inviare comunicazioni.

L’assistente può aiutare a produrre un riepilogo organizzato.

L’utente potrà quindi individuare appuntamenti sovrapposti, attività da preparare e possibili problemi di pianificazione.

Un aspetto importante: il collegamento al calendario non è automatico. Occorre configurare l’integrazione e concedere le autorizzazioni necessarie. È consigliabile iniziare con permessi di sola lettura e account di prova.

In che cosa OpenDots è diverso da una normale chat IA?

La distinzione riguarda soprattutto il modo in cui viene organizzato il lavoro.

Con un chatbot tradizionale, generalmente inseriamo una richiesta e riceviamo una risposta.

Con un sistema come OpenDots possiamo predisporre assistenti con ruoli permanenti, strumenti autorizzati e ambienti nei quali conservare i risultati.

Chat IA tradizionale OpenDots
Conversazione con un assistente Più Dots specializzati
Richieste formulate nella chat Istruzioni e ruoli configurabili
Risposte e contenuti generati Documenti organizzati negli Spaces
Strumenti variabili in base al servizio Collegamenti e permessi configurabili
Intervento dell’utente nella conversazione Meccanismi espliciti di approvazione per alcune operazioni

Questa differenza può diventare importante quando dobbiamo gestire attività ripetitive o articolate.

OpenDots, tuttavia, non esegue automaticamente tutte le operazioni descritte: molte capacità dipendono dai servizi collegati e dalla configurazione effettuata.

Come installare e provare OpenDots

Al momento, OpenDots si rivolge principalmente a sviluppatori, consulenti digitali e utenti che hanno familiarità con l’installazione di applicazioni.

Secondo la documentazione ufficiale, per avviare il progetto localmente occorrono Node.js 24, npm e Git.

Passaggio 1: scaricare il progetto

Apriamo il Terminale del computer ed eseguiamo:

git clone https://github.com/CopilotKit/OpenDots.git

Questo comando scarica il codice del progetto da GitHub.

Passaggio 2: entrare nella cartella

cd OpenDots

Passaggio 3: installare le dipendenze

npm ci

Passaggio 4: preparare la configurazione

cp .env.example .env

Viene creato il file nel quale inserire le impostazioni necessarie.

Passaggio 5: avviare l’applicazione

npm run dev

Apriamo il browser e inseriamo questo indirizzo:

http://127.0.0.1:5173

A questo punto possiamo esplorare l’interfaccia, creare Spaces e predisporre i Dots.

Per utilizzare realmente le conversazioni IA occorre un ulteriore passaggio: configurare CopilotKit Intelligence e un fornitore di modelli compatibile.

Per la modalità ospitata, la documentazione indica i comandi:

npx copilotkit@latest login
npx copilotkit@latest project select

Bisogna poi completare la configurazione del modello nel file .env e riavviare l’applicazione.

Le funzionalità che impiegano browser controllati, collegamenti a servizi esterni e altre integrazioni richiedono ulteriori configurazioni.

La procedura completa è disponibile nel repository ufficiale di OpenDots.

OpenDots è gratuito?

Questa è una delle domande più importanti.

Il codice dell’applicazione OpenDots è distribuito con licenza open source MIT.

Questo significa che il codice può essere studiato, modificato e riutilizzato nel rispetto della licenza.

Tuttavia, open source non significa necessariamente utilizzo completamente gratuito.

Per far funzionare il sistema possono essere necessari:

  • Un servizio che fornisce il modello di intelligenza artificiale.

  • CopilotKit Intelligence per la gestione delle conversazioni.

  • Risorse informatiche per eseguire l’applicazione.

  • Eventuali servizi esterni per collegare calendari, e-mail e altri strumenti.

Alcuni componenti possono prevedere costi o condizioni di licenza specifiche.

Prima di utilizzare OpenDots per un’attività professionale, quindi, è opportuno valutare il costo complessivo dell’infrastruttura.

Quali sono i limiti attuali?

OpenDots è ancora un progetto in una fase iniziale di sviluppo.

Gli stessi sviluppatori lo descrivono come un modello di partenza da personalizzare, non come un prodotto già pronto per qualsiasi organizzazione.

Tra le funzionalità non ancora incluse nella versione descritta dalla documentazione troviamo:

  • La modifica collaborativa delle pagine da parte di più utenti.

  • Gli inviti a partecipare a uno spazio di lavoro.

  • Il caricamento diretto di allegati nell’interfaccia.

  • La delega automatica di attività tra diversi Dots.

Inoltre, se vengono utilizzati servizi esterni, è necessario valutare attentamente la gestione dei dati.

Le conversazioni e i documenti possono essere elaborati dai fornitori dei servizi configurati.

Per questo motivo, prima di utilizzare informazioni personali, documenti aziendali o contenuti riservati, è fondamentale verificare dove vengono trattati e conservati i dati, quali autorizzazioni sono state concesse e quali misure di sicurezza sono previste.

Perché OpenDots merita attenzione

La novità più interessante non è semplicemente poter creare più assistenti IA.

È la possibilità di progettare un ambiente nel quale ogni assistente abbia un ruolo definito, operi attraverso strumenti autorizzati e produca risultati che possono essere controllati dall’essere umano.

Un docente potrebbe utilizzare un Dot per preparare materiali didattici.

Una professionista potrebbe predisporre un assistente per organizzare le attività.

Chi gestisce un sito informativo potrebbe creare un collaboratore specializzato nella ricerca e nella preparazione di bozze.

Uno sviluppatore potrebbe personalizzare gli strumenti per automatizzare determinate operazioni tecniche.

In tutti questi casi, il valore dipende dalla capacità di individuare un problema concreto e costruire un processo utile per risolverlo.

Conclusioni: il futuro degli assistenti IA è nel lavoro quotidiano

Per molto tempo abbiamo utilizzato l’intelligenza artificiale principalmente per ottenere risposte, generare testi o analizzare informazioni.

Strumenti come OpenDots mostrano una direzione diversa: assistenti specializzati che possono inserirsi in processi di lavoro più articolati.

Questo non significa eliminare il controllo umano.

Al contrario, significa progettare sistemi nei quali l’intelligenza artificiale esegue determinate attività, mentre le persone mantengono la responsabilità delle decisioni.

La strategia migliore consiste nel partire da un’attività semplice: preparare una ricerca, organizzare informazioni o creare una bozza da revisionare.

Solo dopo aver verificato che il sistema produce risultati affidabili ha senso valutare automazioni più avanzate.

La vera domanda, quindi, non è quanti agenti IA possiamo creare, ma quali problemi concreti possiamo risolvere grazie al loro lavoro.

Fonti e approfondimenti

Gli esempi presentati illustrano possibili modalità d’uso e non rappresentano test effettuati su installazioni reali. Le immagini sono illustrazioni originali generate con IA, non schermate autentiche di OpenDots.

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