Da SchoolAI a Khanmigo, MagicSchool, Brisk e Kahoot!: le novità emerse tra agosto e settembre 2026 mostrano un cambiamento importante. L’intelligenza artificiale non serve più soltanto a creare lezioni, quiz e presentazioni. Sta iniziando ad aiutare il docente a capire dove gli studenti incontrano difficoltà e quale attività proporre successivamente.

E se l’intelligenza artificiale non si limitasse più a preparare una verifica, ma aiutasse l’insegnante a capire chi ha compreso un argomento, chi necessita di ulteriore supporto e cosa proporre dopo?

È probabilmente questa una delle evoluzioni più interessanti dell’IA applicata alla scuola.

La prima generazione di strumenti di intelligenza artificiale per docenti si è concentrata soprattutto sulla produzione di contenuti: piani di lezione, presentazioni, quiz, esercizi, rubriche di valutazione e materiali didattici.

Le novità pubblicate tra il 10 agosto e il 10 settembre 2026 mostrano però una direzione diversa.

L’IA sta iniziando ad avvicinarsi all’intero ciclo dell’apprendimento:

attività → risultato → individuazione delle difficoltà → intervento differenziato → nuova attività.

Ed è qui che le cose diventano davvero interessanti.

SchoolAI: dall’analisi della classe al “cosa facciamo adesso?”

Il 31 agosto 2026, SchoolAI ha introdotto Next Steps for Smart Groups.

La funzione parte da Smart Groups, che consente di raggruppare gli studenti sulla base del livello di padronanza degli obiettivi di apprendimento definiti dal docente.

Con Next Steps il sistema può suggerire una successiva attività per ciascun gruppo e trasformarla rapidamente in una nuova attività SchoolAI o in un worksheet.

Ed è questo il passaggio più interessante.

Immaginiamo una classe che abbia appena lavorato sulle frazioni.

Al termine dell’attività alcuni studenti dimostrano una buona padronanza dell’argomento, altri mostrano incertezze e un terzo gruppo necessita di un ulteriore intervento.

Il docente può utilizzare l’IA per passare da:

“Quali studenti hanno bisogno di aiuto?”

a:

“Quale attività posso proporre adesso proprio a questi studenti?”

SchoolAI precisa inoltre che le attività create attraverso Next Steps possono differire tra un gruppo che si trova a un livello iniziale e un gruppo pronto per affrontare contenuti più avanzati.

Non siamo quindi più soltanto davanti a un generatore di esercizi.

Comincia a emergere un sistema nel quale i risultati dell’attività precedente contribuiscono alla preparazione dell’attività successiva.

Khanmigo: l’IA smette di essere soltanto testuale

Un’altra novità molto interessante arriva da Khan Academy.

Il 27 agosto 2026 Khan Academy ha annunciato nuove funzionalità di Khanmigo sviluppate con il supporto di Google.org e dei modelli Gemini.

Khanmigo può ora generare diagrammi interattivi durante le attività di matematica e scienze quando individua che una rappresentazione visuale potrebbe essere utile allo studente.

E non si tratta semplicemente di mostrare un’immagine.

Lo studente può interagire con il diagramma e Khanmigo può reagire alle sue azioni. Khan Academy porta l’esempio di uno studente che sposta un segmento all’interno di un grafico e dell’IA che risponde sulla base di ciò che lo studente ha fatto.

È un’evoluzione importante perché l’IA educativa comincia a uscire dal modello:

domanda → risposta testuale.

Parallelamente è stata migliorata anche l’esperienza del docente.

Con Practice My Knowledge, gli insegnanti possono generare domande a scelta multipla mirate, rivederle e modificarle prima di assegnarle. Possono inoltre proporre esercitazioni con o senza punteggio e ricevere report strutturati sui risultati.

Un dettaglio particolarmente importante è proprio questo: il docente mantiene il controllo sulle domande generate dall’IA prima che arrivino allo studente.

MagicSchool: l’IA comincia a conoscere anche la scuola

Il 26 agosto 2026, MagicSchool ha pubblicato una serie di aggiornamenti che vanno nella stessa direzione.

Con MagicQuizzes è ora possibile creare valutazioni fino a 40 domande, dando al docente maggiori possibilità di verificare la comprensione degli studenti e individuare aree nelle quali può essere necessario un ulteriore supporto.

Raina, l’assistente della piattaforma, può inoltre generare direttamente immagini didattiche all’interno della conversazione.

Ma probabilmente l’elemento più interessante è District Knowledge.

Scuole e organizzazioni possono caricare curriculum, guide didattiche, policy e altri documenti propri. I docenti possono successivamente chiedere informazioni a Raina o generare materiali utilizzando anche questo contesto specifico.

È un cambiamento che potrebbe diventare fondamentale.

Un’IA generalista conosce moltissime informazioni.

Un’IA educativa realmente utile deve però riuscire a lavorare anche all’interno di obiettivi, programmi, regole e materiali definiti dall’istituzione scolastica.

Brisk: dall’online alla scheda pronta per la classe

Il 25 agosto 2026 Brisk Teaching ha introdotto il nuovo Printables Generator.

Il docente può partire da un argomento oppure da una risorsa e creare materiale pronto per essere utilizzato su carta.

Sono disponibili sette tipologie di attività: Worksheet, Q&A, Frayer Model, KWL Chart, Mind Map, Venn Diagram e Newsletter. È possibile specificare, tra le altre cose, livello scolastico e difficoltà e continuare a dialogare con Brisk per perfezionare il risultato.

Può sembrare una funzione meno rivoluzionaria delle precedenti, ma intercetta un problema molto concreto.

Utilizzare l’intelligenza artificiale non significa necessariamente aumentare il tempo trascorso dagli studenti davanti a uno schermo.

L’IA può lavorare dietro le quinte, aiutando il docente a preparare più rapidamente un’attività che gli studenti svolgeranno successivamente con carta e penna.

È una distinzione importante soprattutto nel dibattito sull’uso equilibrato della tecnologia nella scuola.

Kahoot! arriva dentro ChatGPT

Il 3 settembre 2026 Kahoot! ha presentato diverse novità per il nuovo anno scolastico.

Tra queste ci sono nuove modalità utilizzabili senza un dispositivo personale per ogni studente, nuove esperienze per le attività asincrone e, soprattutto, una nuova integrazione con ChatGPT.

Con la nuova app Kahoot! all’interno di ChatGPT è possibile partire, ad esempio, da PDF, articoli, appunti o idee e trasformarli in un kahoot.

Il docente può controllare le domande, chiedere modifiche, cambiare il livello di difficoltà o tradurle prima di aprire l’attività finale in Kahoot!. Secondo l’annuncio dell’azienda, l’integrazione è disponibile gratuitamente agli utenti ChatGPT.

Anche questo è un segnale da non sottovalutare.

Fino a oggi abbiamo utilizzato tante applicazioni separate:

una per conversare con l’IA, una per creare quiz, una per le presentazioni, una per le verifiche.

Ora questi mondi stanno iniziando a comunicare direttamente tra loro.

La vera novità non sono i nuovi strumenti

Se guardiamo insieme questi aggiornamenti, il fenomeno più interessante non è l’arrivo dell’ennesimo generatore di quiz.

È la progressiva costruzione di un nuovo modello di lavoro.

Possiamo sintetizzarlo così:

definire un obiettivo → creare un’attività → far lavorare gli studenti → osservare i risultati → individuare le difficoltà → differenziare l’intervento → proporre l’attività successiva.

L’IA comincia a entrare in più punti di questa catena.

Ed è proprio questo che potrebbe rendere più realistica una cosa della quale la scuola parla da anni: la personalizzazione dell’apprendimento.

In una classe con molti studenti, preparare manualmente materiali differenti per livelli diversi richiede molto tempo.

Se l’intelligenza artificiale riduce il lavoro necessario per produrre, adattare e differenziare questi materiali, il docente può dedicare più attenzione alla parte che nessun generatore automatico può conoscere completamente: la persona che ha davanti.

Ma c’è un confine che non dobbiamo ignorare

Più l’IA passa dalla semplice generazione di una scheda all’analisi dell’apprendimento dello studente, più diventano importanti le regole.

L’AI Act europeo individua infatti come ad alto rischio, in determinate condizioni, alcuni sistemi destinati all’istruzione e alla formazione professionale, compresi quelli utilizzati per valutare i risultati dell’apprendimento e, in alcuni casi, per utilizzare tali risultati nell’orientamento del processo educativo.

Questo non significa che SchoolAI, Khanmigo, MagicSchool, Brisk o Kahoot! siano automaticamente sistemi ad alto rischio.

La classificazione dipende dalla finalità prevista del sistema e da come viene effettivamente utilizzato.

C’è una differenza sostanziale tra utilizzare l’IA per:

  • generare dieci esercizi sulle frazioni

e utilizzarla per:

  • valutare formalmente uno studente o influenzare in modo rilevante decisioni sul suo percorso educativo.

Man mano che gli strumenti diventano più sofisticati, scuole e docenti dovranno quindi prestare sempre maggiore attenzione a dati utilizzati, finalità, supervisione umana e responsabilità delle decisioni.

Il docente non scompare. Cambia il suo ruolo

Tutte queste novità portano a una conclusione.

La domanda:

“L’intelligenza artificiale sostituirà gli insegnanti?”

probabilmente è la domanda sbagliata.

La domanda più interessante è:

“Che cosa potrà fare un insegnante quando non dovrà più realizzare manualmente ogni singolo materiale necessario per personalizzare l’apprendimento?”

  • L’IA può creare una prima versione di un esercizio.
  • Può suggerire una nuova attività.
  • Può trasformare un argomento in una scheda.
  • Può produrre un quiz.
  • Può aiutare a evidenziare alcune difficoltà.

Ma rimane al docente il compito fondamentale di capire se quel suggerimento ha senso per quello studente, in quella classe e in quel momento.

Ed è forse questo il cambiamento più importante che stiamo iniziando a vedere.

L’intelligenza artificiale educativa più interessante non sarà quella che pretende di sostituire il docente.

Sarà quella che consentirà al docente di seguire meglio studenti diversi, con esigenze diverse, senza dover moltiplicare il proprio tempo.

Ed è da qui che potrebbe iniziare la vera personalizzazione dell’apprendimento attraverso l’intelligenza artificiale.