L’intelligenza artificiale negli studi legali sta entrando in una nuova fase.

Fino a poco tempo fa utilizzare l’IA significava soprattutto aprire un chatbot, formulare una domanda, caricare un documento e chiedere un riassunto o una prima bozza. Nel 2026 il modello sta cambiando rapidamente: stanno arrivando agenti IA specializzati nel lavoro legale, sistemi capaci di mantenere il contesto di una pratica, utilizzare procedure definite dallo studio, interrogare basi documentali e trasformare una richiesta in un vero flusso di lavoro.

Il fenomeno non riguarda più una piccola minoranza di professionisti. Secondo il Rapporto sull’Avvocatura 2026 di Censis e Cassa Forense, la quota di avvocati italiani che utilizza strumenti di intelligenza artificiale è passata in un solo anno dal 27,5% al 55,3%, arrivando al 70,3% tra i professionisti fino a 40 anni.

Ma quali sono le novità più interessanti arrivate negli ultimi mesi?

1. Astra for Law: OpenAI entra direttamente nel Legal AI

Una delle novità più rilevanti dell’autunno 2026 è Astra for Law, presentato da OpenAI il 17 settembre.

Non si tratta semplicemente di una versione di ChatGPT con qualche prompt dedicato agli avvocati. Astra for Law combina GPT-6 Astra con strumenti, istruzioni e un indice di ricerca progettati specificamente per il lavoro giuridico professionale.

Il sistema è pensato per attività come:

  • ricerca giuridica;
  • analisi di fatti e documenti;
  • elaborazione di argomentazioni;
  • redazione legale;
  • analisi di condizioni contrattuali;
  • costruzione di workflow personalizzati dello studio.

OpenAI ha inoltre annunciato 26 plugin dedicati all’ecosistema legale, attraverso i quali ChatGPT può collegarsi a piattaforme già utilizzate dagli studi, come Relativity e Clio.

È un passaggio significativo: il chatbot smette progressivamente di essere uno strumento isolato e diventa un’interfaccia attraverso la quale interrogare e utilizzare diversi sistemi dello studio.

C’è però una precisazione importante per gli avvocati italiani. L’indice giuridico iniziale di Astra for Law riguarda soprattutto giurisprudenza, legislazione, regolamenti e decisioni amministrative statunitensi, e l’accesso iniziale è destinato a studi selezionati negli Stati Uniti.

Per il professionista italiano, quindi, è soprattutto una tecnologia da osservare con grande attenzione in vista della sua futura estensione internazionale.

2. Legora Skills: l’IA impara il metodo dello studio

Una delle novità più recenti in assoluto è arrivata il 5 ottobre 2026.

Legora ha lanciato Skills, una funzione che permette agli studi legali di insegnare al proprio agente IA come lavorano realmente.

Ed è probabilmente una delle evoluzioni più interessanti del Legal AI.

Lo studio può trasformare in una “Skill”:

  • il proprio modo di revisionare un contratto;
  • le clausole normalmente accettate;
  • le posizioni alternative in una negoziazione;
  • la struttura preferita di un parere;
  • un modello di due diligence;
  • il sistema di organizzazione di un fascicolo;
  • template, precedenti ed esempi di documenti.

La Skill non è semplicemente un prompt salvato. Può contenere istruzioni, file di riferimento, modelli ed esempi e può essere richiamata automaticamente dall’agente quando riconosce il tipo di attività da svolgere.

Legora mette inoltre a disposizione una libreria con oltre 250 Skills sviluppate per diverse aree di attività e giurisdizioni.

Il concetto è particolarmente interessante per gli studi strutturati: il know-how del professionista esperto può trasformarsi in una procedura riutilizzabile da tutto il team.

3. Clio Work Visualizations: chiedere all’IA di costruire strumenti per una pratica

Il 1° ottobre 2026 Clio ha introdotto una funzione decisamente particolare all’interno di Clio Work: Visualizations.

L’avvocato può descrivere in linguaggio naturale ciò che vuole ottenere e il sistema costruisce automaticamente uno strumento interattivo basato sui dati della pratica.

Si può chiedere, per esempio:

“Costruisci una cronologia interattiva di tutti gli eventi rilevanti di questo fascicolo”.

Oppure:

“Crea un calcolatore che confronti le diverse ipotesi di accordo”.

Clio Work individua i dati necessari, genera il codice e costruisce l’interfaccia.

Tra gli esempi indicati dall’azienda ci sono:

  • timeline delle operazioni;
  • cronologie processuali;
  • settlement calculator;
  • dashboard per i clienti;
  • monitoraggio della documentazione ricevuta e mancante;
  • analisi di performance dello studio;
  • distribuzione dei carichi di lavoro.

È un concetto interessante perché porta il Legal AI oltre la semplice generazione di testo: l’intelligenza artificiale può generare anche piccoli strumenti software specifici per la singola pratica.

4. Relativity aiR e claiR: conversare direttamente con grandi quantità di dati legali

Per contenzioso complesso, investigazioni ed eDiscovery merita attenzione anche l’evoluzione di Relativity.

Nel settembre 2026 RelativityOne è diventato Relativity aiR, a conferma del ruolo centrale assunto dall’intelligenza artificiale nella piattaforma.

Ancora più interessante è Relativity claiR, una nuova esperienza conversazionale progettata specificamente per gli avvocati.

L’obiettivo è permettere al professionista di dialogare in linguaggio naturale con grandi quantità di informazioni contenute nei fascicoli e nei dataset utilizzati nelle attività di litigation ed eDiscovery.

Durante settembre diversi grandi studi internazionali sono entrati nel programma di accesso anticipato; la disponibilità generale di claiR è prevista per il 2027.

Relativity ha inoltre collegato aiR a ChatGPT Enterprise tramite Model Context Protocol (MCP). Un team legale può quindi utilizzare ChatGPT per creare matter, organizzare workspace, gestire dati e avviare attività in Relativity mantenendo permessi e controlli della piattaforma.

È un esempio concreto di quella che probabilmente sarà una delle tendenze dominanti dei prossimi anni: un unico assistente IA che utilizza più software dello studio senza costringere l’avvocato a passare continuamente da una piattaforma all’altra.

5. Harvey II: l’agente legale comincia a ricordare il fascicolo

Harvey è ormai uno dei nomi più conosciuti nel Legal AI, ma la vera novità del 2026 è Harvey II, presentato il 18 agosto.

Il problema affrontato è molto semplice: molti sistemi IA dimenticano il lavoro precedente.

Ogni volta bisogna spiegare nuovamente chi è il cliente, quale sia il contesto, quali documenti siano importanti e come debba essere strutturato il risultato.

Harvey II introduce invece una maggiore capacità di mantenere il contesto di matter e progetti e le modalità di lavoro del professionista.

Questo si aggiunge agli oltre 500 agenti specializzati per differenti casi d’uso legali annunciati da Harvey nel maggio 2026.

L’idea è passare da:

“Fammi questa analisi”

a:

“Lavora su questa pratica conoscendo già documenti, precedenti, istruzioni e modalità operative dello studio”.

Harvey è inoltre entrato direttamente nell’ecosistema Microsoft 365, consentendo di richiamare la propria intelligenza legale all’interno degli ambienti Microsoft utilizzati quotidianamente dai professionisti.

6. CoCounsel Legal: dall’assistente all’agente

Anche Thomson Reuters sta spostando CoCounsel Legal verso un modello agentico.

La nuova generazione presentata nell’agosto 2026 è progettata per trasformare una richiesta formulata in linguaggio naturale in un’attività legale più articolata, utilizzando le risorse di Westlaw, Practical Law e il patrimonio documentale dello studio.

Tra le funzioni più interessanti troviamo Brief Builder, che costruisce un documento legale basandosi su fonti verificate e inserendo diversi momenti di controllo da parte del professionista.

Particolarmente potente è anche Tabular Analysis, pensato per analizzare fino a 10.000 documenti in una singola tabella, applicando numerose domande o criteri di analisi.

Per attività di due diligence, discovery e revisione massiva della documentazione, strumenti di questo tipo possono modificare radicalmente tempi e organizzazione del lavoro.

7. Lexis+ con Protégé: ricerca, analisi e redazione diventano un unico flusso

Un percorso simile è quello intrapreso da LexisNexis con Lexis+ with Protégé.

Nell’agosto 2026 la piattaforma ha introdotto nuove funzionalità agentiche che cercano di eliminare la separazione tra ricerca, analisi e redazione.

Il professionista indica l’obiettivo e la piattaforma seleziona modelli, agenti, Skills e fonti appropriate, mantenendo il contesto nel passaggio dalla ricerca iniziale alla produzione del documento da revisionare.

È un cambiamento apparentemente piccolo ma sostanziale.

Il lavoro legale non viene più trattato come una successione di singoli prompt indipendenti, ma come un processo continuo.

8. Jurevo: una nuova proposta costruita per gli avvocati italiani

Nel panorama internazionale dominato da piattaforme statunitensi e nord-europee sta emergendo anche una realtà italiana.

Jurevo, nata nel 2026 a Milano, si presenta come piattaforma IA progettata specificamente per avvocati italiani ed europei.

La piattaforma offre quattro principali strumenti:

Assistant, per analizzare dossier e produrre bozze;

Tabular Review, per estrarre informazioni da numerosi contratti;

Workflows, per automatizzare attività ripetitive come review di NDA e due diligence;

Document Editor, per lavorare sulle modifiche dei documenti in un ambiente simile a quello dei tradizionali editor legali.

Il progetto dichiara inoltre un’attenzione specifica alla residenza europea dei dati, al GDPR e alla pratica giuridica italiana. Al momento i piani risultano ancora indicati come early access.

Per gli studi italiani è un progetto interessante da seguire proprio perché cerca di affrontare uno dei limiti principali di molti Legal AI internazionali: la distanza tra un modello molto potente e la specificità delle fonti, del linguaggio e della prassi giuridica nazionale.

Il vero cambiamento del 2026: dall’IA che risponde all’IA che lavora

La vera novità non è quindi l’arrivo dell’ennesimo chatbot.

Il cambiamento più importante è il passaggio da un modello basato su:

domanda → risposta

a un modello basato su:

obiettivo → analisi → ricerca → utilizzo degli strumenti → produzione del risultato → verifica del professionista.

È il passaggio dalla Generative AI alla Agentic AI.

E nel settore legale questo potrebbe avere conseguenze particolarmente importanti.

L’avvocato continuerà a essere responsabile dell’analisi, della strategia, della verifica delle fonti e della decisione professionale. Ma molte attività intermedie – ricerca preliminare, confronto documentale, estrazione di informazioni, organizzazione del fascicolo, prima redazione e controllo contrattuale – potranno essere sempre più delegate a sistemi specializzati.

Quali strumenti dovrebbe osservare oggi uno studio italiano?

Non esiste un’unica piattaforma migliore per tutti.

Astra for Law è probabilmente una delle novità tecnologicamente più importanti da osservare.

Legora è particolarmente interessante per gli studi che vogliono trasformare procedure, precedenti e know-how interno in capacità riutilizzabili dall’IA.

Harvey punta sempre più verso agenti capaci di conoscere il contesto della pratica.

CoCounsel e Lexis+ Protégé restano riferimenti molto forti per ricerca e analisi documentale in giurisdizioni coperte dai rispettivi database.

Relativity aiR è particolarmente rilevante quando il problema è lavorare su grandi quantità di documentazione.

Clio Work mostra invece una direzione ancora diversa: l’IA che non produce soltanto testi, ma costruisce strumenti e visualizzazioni specifici per il singolo fascicolo.

Infine, per il mercato italiano, sarà interessante verificare l’evoluzione di realtà nate direttamente nel nostro contesto, come Jurevo.

Una regola però rimane fondamentale: un avvocato non dovrebbe scegliere uno strumento IA soltanto perché utilizza il modello più potente del momento.

Prima di introdurlo nello studio occorre verificare almeno qualità e provenienza delle fonti, trattamento dei dati, riservatezza, possibilità di controllo degli output, integrazione con i software esistenti e reale copertura della giurisdizione nella quale si opera.

Nel Legal AI del 2026 il vantaggio competitivo non sarà semplicemente “usare l’intelligenza artificiale”.

Sarà costruire un metodo di lavoro nel quale l’intelligenza artificiale possa utilizzare, senza sostituirlo, il patrimonio di conoscenze dello studio e il giudizio professionale dell’avvocato.